Cos’è l’ipnosi?

“Sono sicuro che con me non funzionerà”.

Questo è ciò che pensa la maggior parte delle persone quando sente parlare di ipnosi. Le prime immagini a formarsi nella sua mente sono quelle legate alla cinematografia, all’illusionismo e al mentalismo, di sicuro non son le parole “stati di coscienza”, “onde cerebrali” “cervello” .

Eppure l’ipnosi non ha nulla di magico, è uno stato che si manifesta spontaneamente tutti i giorni, quando leggiamo, quando guidiamo e ad un certo punto ci accorgiamo di star guidando, quando siamo “sovrappensiero”: quegli stati non sono altro che piccole trance quotidiane spontanee.

Cos’hanno in comune queste situazioni? Un distacco dalla realtà, una concentrazione estrema in sé stessi, una “liberazione e semplificazione” del pensiero che inizia a viaggiare raggiungendo posti unici.  Si è distaccati, ma non in balia degli eventi: basta un piccolo rumore, uno stimolo inatteso per farci tornare alla realtà.

Esattamente come con l’ipnosi.

Non si verificano episodi particolari durante l’ipnosi, non si perde il controllo di sé, non si può essere manipolati… si fa solamente in modo che il pensiero possa fluire più liberamente, facendo emergere tutte le potenzialità racchiuse al proprio interno e bloccate da quelle situazioni che destano preoccupazione. L’ipnosi consente di superare blocchi mentali e di comunicare con la parte più profonda della personalità, l’inconscio.

Diversamente da Freud che concepiva l’inconscio come un serbatoio di sentimenti negativi e inaccettabili, come “la spazzatura” della mente, i sostenitori della psicoterapia Ipnotica Ericksoniana lo concepiscono come l’esatto opposto, un contenitore di potenzialità e risorse di cui ognuno è dotato. Un bacino di positività a cui non sempre si è in grado di accedere a causa di situazioni disfunzionali che creano difficoltà e nevrosi, blocchi superabili tramite l’ipnosi, tramite l’utilizzo di immagini e metafore, tramite l’attivazione del cervello destro, maggiormente legato alle emozioni e alla parte istintiva.

L’entrare nuovamente in contatto con queste risorse consente di sentirsi meglio, riappropriarsi di sé stessi e superare ciò che non fa essere sereni.

Pubblicato da Alice Sarti

Psicologa - Albo degli psicologi della Lombardia n° 22008

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