È arrivato settembre. È arrivato come sempre carico di nuovi progetti e propositi, come fosse un “anno bis”: a settembre inizia il 2023bis.
Si sa, viviamo tutti con le “date spartiacque”, date importanti che segnano un prima e un dopo, date che sono come “tappe da raggiungere” durante l’anno: settembre (appunto) e poi natale, carnevale, pasqua, un determinato compleanno… eventi che rendono un anno diviso a settori, in qualche modo più gestibile.
Ed ecco che con settembre subito ci si orienta all’autunno che verrà, l’estate è finita, i segni dell’abbronzatura stanno lentamente svanendo, i vestiti diventano più pesanti e la mente si affolla di pensieri e programmi, già pronta a tornare nel tran tran della vita quotidiana.
L’estate è per molti una parentesi un po’ più leggera, tra vacanze, turnazione per le ferie, figli a casa o in giro per centri estivi ed oratori, si vivono 3 mesi diversi da quelli che vanno da settembre a giugno; anche per chi non ha figli, anche per chi va in vacanza/ferie una sola settimana.
Settembre porta con sé la necessità di “rientrare nei binari”, di ricominciare a seguire una routine, una programmazione… ed ecco che ci viene in aiuto la cancelleria.
A tante persone piace acquistare materiale di cancelleria nuovo, che sia o meno particolare, che lo si abbia già o no, che possa servire o che rimanga nei cassetti. Lo vogliamo. Lo acquistiamo.
Penne, matite, pennarelli, graffette, fustellatrici che non useremo mai, agende che per qualcuno rimarranno bianche: materiale che dà sicurezza, che ci permette di rilassarci perché tanto “sono pronta a tutto con la mia nuova penna 4 colori fluo”, perché con settembre si mette un punto ai mesi precedenti, si ricomincia da zero.
Ma se i motivi per cui molte persone hanno una così grande passione per la cancelleria non fossero solo quelli di sperimentare sicurezza, organizzazione, inizio?
Ti porto a fare un viaggio… vorrei che tornassi con la mente a quando avevi 8 anni e arrivava settembre, all’emozione per il fatto che di lì a poco sarebbe ricominciata la scuola e avresti rivisto tutti i tuoi compagni e amici, alla voce di chi si prendeva cura di te dire: “Tesoro è arrivata la lista del materiale, andiamo a comprarlo”, alla fibrillazione mentre eri sulla strada che ti avrebbe portato alla cancelleria e poi l’inizio della ricerca: il cuore che batteva, gli occhi che cercavano veloci nella speranza che non fosse esaurito quello che volevi, la mani che afferravano oggetti per metterli nel carrello. Quel diario visto nella pubblicità, il quaderno con i cucciolotti, il pennino nuovo che ancora odorava di nuovo, la scelta difficilissima se prendere il diario di Rossana o di Terri e Meggie, “L’astuccio è meglio a 3 scomparti o a sacco?, “Questo me lo invidieranno tutti.”…
Poi il ritorno a casa, la soddisfazione di avere tutto nuovo e impacchettato, la vista di quell’astuccio con tutte le matite colorate nuove, appuntite e cromaticamente in perfetto ordine, i pennarelli carichi, il suono dei libri intonsi e del clic delle penne integre che “speriamo quest’anno di iniziare a usare”.
Felicità, appagamento, benessere.
E quindi se… e quindi se centrasse una sorta di nostalgia? Un voler tornare a quei momenti? Ai momenti dell’infanzia in cui si era più spensierati, in cui la cosa più importante era comprare un quaderno nuovo con il nostro supereroe preferito in copertina, in cui passavamo ore a creare opere d’arte sugli album intonsi che eravamo certi essere talmente belle da volerle proporre al Lovre.
Il comprare una cosa piccola come un nuovo pennarello potrebbe riportare la nostra mente all’infanzia, all’essere bambini, all’essere spensierati, accuditi, in famiglia.
Ecco si, l’amore per la cancelleria, forse, non è altro che l’amore per il bambino che siamo stati, il fanciullo interiore che ogni tanto ci ricorda di tirare il fiato, rallentare e ricordarci che c’è sempre un posto in cui rifugiarci perché “sono pronta a tutto con la mia nuova penna 4 colori fluo”.