“Mi sembri stanco.
Hai scalato questa montagna, arrivi da lontano.
Prima di tutto, lascia che ti serva una tazza di tè”
Così rispose il Maestro Zen, alle sue incalzanti richieste. E si mise a preparare il suo tè.
Il professore ribolliva di domande.
Si era recato a far visita al Maestro per interrogarlo sul senso dello Zen e della Meditazione.
Mentre preparava il tè e l’aroma si spargeva nell’aria, il Maestro disse: “Aspetta, non avere tanta fretta. Chissà, perfino bevendo un tè, potresti ricevere una risposta alle tue domande… e forse, anche prima di allora”.
“Tutto il mio viaggio per niente. Quest’uomo è pazzo! Come posso ricevere le risposte che cerco bevendo un tè? È meglio andarsene, magari dopo aver bevuto questa tazza di tè!” Pensò il professore.
D’altra parte, si sentiva stanco e forse era meglio rifocillarsi prima di ridiscendere da quella montagna.
Il Maestro servì il tè, fino a riempire la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò incredulo traboccare il tè dalla tazza e non riuscì più a trattenersi:
“Fermati! Non vedi che la tazza è piena? Non ce n’entra più!”.
“Come questa tazza” disse il Maestro “Tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza? La tua mente è così piena di domande che non avresti spazio alcuno per assimilare la mia risposta.
Eppure sei un uomo intelligente: hai potuto vedere che né la tazza né il piattino potrebbero contenere una sola goccia di tè in più. Ebbene, allo stesso modo, da quando sei entrato qui dentro, questa piccola dimora trabocca delle tue domande!” continuò il Maestro Zen.
“Ora torna indietro, svuota la tua tazza e poi ritorna. Prima di tutto crea un po’ di spazio dentro di te.”
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