“Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te.” (Jack Kerouac)
Tutti sanno quanto camminare faccia bene alla salute fisica, quanto dovrebbe diventare un’abitudine e quanto possa prevenire svariate patologie, ma quanti conoscono i benefici che si possono ottenere dal punto di vista psicologico? Vediamoli insieme.
Benefici fisici
Dal punto di vista fisico quando si cammina vengono attivati quasi tutti i distretti corporei: gambe e piedi, ovviamente, ma anche le spalle, la schiena, le braccia, il respiro, il cuore ecc.
Camminare consente di perdere peso e tonificare i muscoli delle gambe, aumenta l’equilibrio e migliora la postura, rafforza le ossa, il cuore e la funzionalità dei polmoni prevenendo malattie a loro carico, rafforza il sistema immunitario, riduce del 25% il rischio di contrarre il cancro al seno (Studio dell’ACS) ed il diabete.
Mentre si cammina vengono prodotte endorfine (sostanze del cervello che aiutano ad alleviare il dolore, lo stress e generare una sensazione di euforia e benessere) e si riduce l’attività dell’amigdala (struttura del cervello che si attiva in risposta a stimoli stressanti o paurosi).
Benefici psicologici
Dal punto di vista psicologico, invece, camminare abitualmente riduce la probabilità di soffrire di malattie neurodegenerative (come, ad esempio, l’Alzheimer), abbassa i livelli di stress e ansia, ha effetti positivi sull’umore e sull’aumento della creatività (addirittura del 60% secondo uno studio effettuato all’università di Stanford).
Camminare aiuta anche a migliorare la memoria e fermare il processo di invecchiamento aumentando le connessioni cerebrali tra le varie cortecce; consente di scaricare stress in eccesso, fornisce idee nuove, fa sentire rigenerati.
Ma perché avviene ciò?
Il mettere un piede davanti all’altro stimola contemporaneamente i due emisferi del cervello, li mette in collegamento tra di loro e attiva un processo molto simile a quello della trance ipnotica e dei processi cerebrali che avvengono durante la meditazione.
Il nostro cervello funziona producendo delle onde che corrispondono a stati di coscienza differenti: sonno, sogno, veglia cosciente che funziona con giudizi, valori, credenze ecc…
Nello specifico, le onde del cervello sono di 5 tipi:
- Onde Gamma: difficili da percepire, presenti solo in momenti di massima performance e tensione;
- Onde Beta : ipiche dei momenti di concentrazione e attenzione;
- Onde Alpha: stato di veglia recettiva, di coscienza;
- Onde Theta: stato di rilassamento profondo che precede il sonno ed è il più importante durante la trance ipnotica e la meditazione perché consente un profondo e duraturo cambiamento;
- Onde Delta: sonno profondo.
Quando camminiamo il cervello produce delle onde che si “assestano” su una frequenza a metà tra le onde Alpha e le onde Theta che, essendo collegate alla trance ipnotica, alla meditazione, alla spiritualità e creatività, abbassano drasticamente la parte razionale e permettono l’emergere del lato istintivo e delle reali volontà di ognuno.
Camminando rimaniamo recettivi, ma, contemporaneamente, possiamo entrare dentro noi stessi, recependo maggiormente i suoni, il respiro e i pensieri che ci fanno approdare ad una diversa visione della vita, dei problemi, delle tensioni e delle emozioni sperimentate in reazione a particolari eventi.
L’attenzione è presente, ma in maniera rilassata, alogica, non più collegata alla razionalità e quindi non impregnata di giudizi e pregiudizi.
Le onde Theta, inoltre, possono agire sugli schemi di apprendimento e modificarli in maniera sana e costruttiva (e semi cosciente, o comunque voluta! Mai nulla di ciò che non si desidera davvero potrà avvenire in stato di trance o rilassamento). È un qualcosa che è difficile fare durante la veglia cosciente, quando si è poco consapevoli degli schemi stessi, in quanto “abituati” ad utilizzarli in maniera automatica! Il cambiamento cosciente è di difficile mantenimento perché non si modifica lo schema profondo, il cambiamento in stato di trance, invece, agisce a un livello inconscio e duraturo.
Camminare quindi non è solo camminare, è cambiamento, benessere psicofisico, è un riprendersi la propria vita e migliorarla.